<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2936168927615783279</id><updated>2011-04-21T19:58:11.638-07:00</updated><title type='text'>...</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Bruno</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>6</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2936168927615783279.post-4947749697466601910</id><published>2008-01-09T20:37:00.000-08:00</published><updated>2008-01-09T20:44:47.351-08:00</updated><title type='text'>Ma tu a Napoli ci sei mai Stato?</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Io il libro di Saviano non l’ho letto (come non ne ho letti altri trecent’ottanta mila, si sa), ma secondo me è un po’ come Grillo: nel boato dei fuochi d’artificio la gente finisce col vederci ancor meno di prima.&lt;br /&gt;Oggi che c’è l’emergenza (si vabbé, quella) rifiiuti il libro di Saviano è tornato di moda, vince altri premi, tutti lo citano, tutti lo invitano, tutti gli chiedono cosa, dove, quando, quanto (soprattutto quanto) la camorra guadagni sulla “mondezza”, come l’ha chiamata l’altra sera Floris in una curiosa italianizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lui naturalmente corre, corre a dire che la camorra guadagna sui siti di stoccaggio, sui trasferimenti in altre e da altre regioni, sciorina cifre, città, pesi.&lt;br /&gt;E io non dico che siano cose sbagliate, eh, ovviamente no, ma ci vedo un sacco l’effetto Grillo dietro, quell’effetto che consente a chi non ha una risposta e non ha mai guardato dove oggi invece dice di aver piazzato gli occhi, di prenderne una preconfezionata un sacco a effetto e farla sua.&lt;br /&gt;E infatti ovunque si parli di rifiuti e di camorra, ogni tre voci una suggerisce di leggere il libro di Saviano, esattamente come nei giorni del V-Day ogni tre voci una diceva che il popolo si era svegliato e nessuno glie l’avrebbe mai più messa nel culo perché ora sapevano, ora c’era la consapevolezza, ora c’era la stanchezza.&lt;br /&gt;Poi chiedevi su cosa e ti veniva detto di andare a leggerti Grillo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vabbé, dicevo, i rifiuti e la camorra.&lt;br /&gt;Ci guadagna.&lt;br /&gt;L’abbiamo scoperto tutti?&lt;br /&gt;Chiuso l’argomento?&lt;br /&gt;Bene.&lt;br /&gt;C’è dell’altro?&lt;br /&gt;Che lo dica Saviano o meno, dico, c’è dell’altro?&lt;br /&gt;Saviano ci da i numeri, ok, mica li nego, chiedo, c’è dell’altro?&lt;br /&gt;C’è l’antistato.&lt;br /&gt;Proprio come concetto sociale, non (prima) (o solo) economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando esistono le organizzazioni criminali, tipo dall’anno mille in poi quindi, il fatto che ottengano e successivamente mantengano il controllo sociale del territorio sul quale risiedono attraverso la violenza e le armi, è un gigantesco falso storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uso delle &lt;a name="armi"&gt;armi&lt;/a&gt; è una pratica che viene tirata fuori dal cassetto solo in casi di emergenza, non è il sistema col quale vivono e gesticono il potere.&lt;br /&gt;Il sistema con il quale ottengono e mantengono il controllo è banalmente il consenso popolare e non sotto minaccia ma assolutamente e totalmente volontario.&lt;br /&gt;In Sicilia prima, in Calabria, ovunque abbia trovato terreno fertile e sia diventato stabile il controllo e la gestione della “cosa pubblica” di tipo mafioso, fin dall’anno mille appunto in poi, le organizzazioni mafiose (termine generico) si sono conquistate giorno per giorno il favore della popolazione per il semplice fatto che sono l’unica forma di stato funzionante che sia mai stata inventata e abbia mai messo piede sul territorio italiano.&lt;br /&gt;La mafia ha garantito lavoro, garantisce uno stipendio, un appoggio familiare, assistenza in caso di problemi, garantisce appoggio economico all’intera famiglia dei suoi “caduti sul lavoro”, non ne abbandona uno, figlio moglie o nipote che sia, sostiene (anche economicamente) lo sviluppo delle famiglie, consegna, attraverso una rete pressoché infinita di appoggi fatti di rapporti di vicinato, di negozianti che mettono da parte una mela, bar dove non paghi il pranzo, un vitalizio ineguagliabile a chi va in pensione dopo anni di onorata carriera tra le sue fila.&lt;br /&gt;Ha un rapporto deficit/pil talmente in attivo da aver un margine economico tale da permettersi di mantenere da qui all’eternità chiunque scelga di prendere la sua cittadinanza scambiandola con quella italiana.&lt;br /&gt;La mafia, qualsiasi delle tre dico, in sostanza, è la miglior forma di welfare che l’Italia abbia mai prodotto e per questo non ci sarà esercito e non ci sarà magistrato che sarà mai in grado di sconfiggerla.&lt;br /&gt;Non c’è proporzione tra ciò che chiedi ai cittadini di abbandonare e ciò che offri loro in cambio.&lt;br /&gt;La mafia non costruisce il suo territorio a colpi di lupara ma a colpi di stipendi.&lt;br /&gt;Ne ammazza uno ogni diecimila, gli altri fanno muro spontaneamente perché, banalmente, stanno meglio sotto le mafie che sotto lo stato.&lt;br /&gt;E francamente viene anche un po’ difficile dar loro torto.&lt;br /&gt;Quando a uno che lo stato non l’ha mai visto vai a dire che invece che dare a quello stato diecimila euro all’anno di tasse, può smettere di pagarle se ne da a te cinquemila, garantendogli che nessun ispettore metterà mai piede non tanto nel paesello ma addirittura nella regione, viene facile capire perché non abbia bisogno di una pistola alla tempia per decidere e per decidere di fare, da quel giorno in poi, di tutto per far sì che la cosa vada avanti il più a lungo possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo i rifiuti di Napoli.&lt;br /&gt;In questo momento ci sono le barricate dei cittadini, la polizia dalla parte opposta e in mezzo gente che ogni tanto passa e agita le acque.&lt;br /&gt;Tutti i giornali, tutte le tv che si sperticano per dar voce a quei cittadini che, da un lato delle barricate, prendono le distanze dalla camorra dicendo che loro sono lì per difendere i loro figli e con la camorra non c’entrano niente, che la camorra in mezzo a loro non c’è, che quelli che passano periodicamente con gli scooter con un passamontagna sul viso (niente, manco per nascondersi mettono il casco) non vogliono risolvere il problema e nessuno che entri nel centro di quel triangolo e si chieda se c’è un disegno dietro che con i rifiuti magari nemmeno c’entra.&lt;br /&gt;C’è eccome.&lt;br /&gt;È come in Albania nel ’97, quando nei giorni immediatamente successivi alla rivolta della cittadinanza, tutti per giorni e giorni si armarono e ogni cittadino andava in giro con una pistola o con un fucile, libero di fare ciò che gli pareva, con la mafia albanese che stava a guardare e, nei limiti del possibile, armava ancora di più per poi, dopo aver lasciato che fosse la stessa popolazione a rendere ingestibile la situazione, riprendere in mano ciò che controllava prima più quello che di nuovo si era creato come vuoto istituzionale.&lt;br /&gt;Oggi in Albania non si muove foglia se non lo dice la mafia.&lt;br /&gt;Oggi a Napoli accade lo stesso ma senza le armi.&lt;br /&gt;Non è questione di discariche, non di soldi, non di treni spediti in Germania, quello è la superficie, l’occasione, la camorra i soldi dei rifiuiti li rifà domani con qualsiasi altra attività, il rapporto investimenti/guadagni che possono vantare a livello mondiale consente loro fallimenti economici in questo o in quel settore per i prossimi mille anni senza che uno solo di loro debba vendersi la macchina blindata.&lt;br /&gt;No no, oggi a Napoli la camorra ha capito che il terreno è perfetto per ricostruire un po’ di consenso sociale sul quale, tra qualche settimana, ricominciare ad espandere ancora di più la territorialità.&lt;br /&gt;Non ha nessun interesse a riprendere il potere sullo stoccaggio dei rifiuti, ormai l’ha capito che è un settore che per un po’ avrà perso, ha interesse a utilizzarne il potere aggregativo intorno a sé, settore sul quale sono i più competenti al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a ieri alla camorra i rifiuti servivano stoccati e smaltiti, oggi serve che siano tutti lì, in piazza, il più possibile velenosi, il più possibile distruttivi.&lt;br /&gt;Oggi serve che sia sempre più chiaro che da quando lo stato ha deciso di intervenire e di togliere alla camorra la gestione dei rifiuti, i rifiuti si trasformino in cancro il più velocemente possibile.&lt;br /&gt;Servono i primi morti, servono i periti medici che certifichino la diossina, servono allarmi sociali sempre più violenti e terrificanti.&lt;br /&gt;La camorra non ha nessun interesse, oggi, a riprendere il controllo dei rifiuti perché è più funzionale cederlo allo stato.&lt;br /&gt;Sarà l’incapacità dello stato, la stessa che per anni ha suggerito allo stato stesso di cedere loro la gestione dello smaltimento a fare il resto.&lt;br /&gt;Quelli sugli scooter servono a questo.&lt;br /&gt;E vien da ridere quando su tutti i media i servizi sui vigili del fuoco aggrediti si aprono con la domanda “Perché, se sono lì per aiutarli? Sono i camorristi che non accettano di non avere più il mercat dei rifiuti!”&lt;br /&gt;No no, sono i camorristi che vogliono che lo stato si dimostri impotente ancora per un paio di settimane, o forse un mese, dipende, giusto il tempo per accendere la situazione ancora di più fino a quando la polizia avrà caricato altri cittadini indifesi, avrà riempito i loro cortili con la loro “mondezza” perché la Lega ha detto che col cazzo che la spediscono a Milano.&lt;br /&gt;La camorra in questo momento ha capito che ci guadagna di più se investe sul distacco della popolazione da quello stato che ha deciso, idiota, di usare il pugno di ferro, piuttosto che su qualche tonnellata di immondizia.&lt;br /&gt;Se lo stato decide di aprire con la forza le discariche in Campania, la camorra con la forza glie lo impedisce dando fuoco ai camion dei vigili del fuoco, sollevando sommosse contro la polizia.&lt;br /&gt;Se lo stato dice che la “mondezza” sta sviluppando diossina, la camorra da ancora più fuoco alla mondezza e pagherà altri consulenti per certificare che non è solo diossina è anche cianuro, plutonio, il peggio che c’è, basta terrorizzare, così che agli occhi di tutti sarà veleno della peggior specie quello che lo stato chiederà ai cittadini di sotterrarsi nel giardino.&lt;br /&gt;Poi passano venti o trenta tizi in scooter e fermano l’esercito che vuole sotterrare il tutto.&lt;br /&gt;La camorra-difende-i cittadini.&lt;br /&gt;La camorra, agli occhi dei campani, più passano i giorni e più si configura come quella che impedisce allo stato di avvelenarli.&lt;br /&gt;Senza reagire cede le discariche, così che lo stato faccia partire i camion che, passando scortati dall’esercito davanti ai cittadini che camorristi non sono, mostrerà loro che non possono impedire che vengano stoccati tutti sotto casa loro, e poi in piazza, alla luce, impedisce a quei camion di passare.&lt;br /&gt;Tempo due settimane e saranno i cittadini stessi, quelli non camorristi fino a oggi, ad aprire i varchi per quelli sugli scooter e a riaprirli per farli fuggire dalla polizia.&lt;br /&gt;Stato e antistato.&lt;br /&gt;Sono anni che al sud si vive di questo e sono anni che al sud le mafie sanno essere uno stato migliore per i suoi cittadini, di quello ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi in Campania si è ripresentata l’occasione per ritarare un po’ questa differenza, per ricordarla un po’ a tutti, per rinsaldarla, e la cosa, come investimento sulla lunga distanza, materia sulla quale i “mafiosi” di ogni regione del sud potrebbero dare lezioni a mezzo mondo, è una situazione che non capita spesso, storicamente parlando, non così spontanea e facile da utilizzare.&lt;br /&gt;La camorra non li vuole affatto i rifiuti, oggi.&lt;br /&gt;Il consenso che ci può costruire sopra vale più di qualsiasi treno di miliardi che ci ha fatto fino a oggi.&lt;br /&gt;E a questo sta lavorando.&lt;br /&gt;Dietro le quinte non reagendo, così che lo stato non sia ostacolato in questa sua smania di gestire lui l’emergenza e davanti, alla luce del sole, facendo finta di impedirglielo.&lt;br /&gt;Dei rifiuti e dei miliardi che ci hanno fatto su fino a oggi, non glie ne frega già più nulla.&lt;br /&gt;Oggi serve creare il caos per poi dimostrare di essere l’unica forza in grado di gestirlo e riprendersi così il favore della gente.&lt;br /&gt;Su quello, da secoli, vive la camorra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovrebbero tenere dei master in economia globale e sociologia.&lt;br /&gt;E i giornalisti pure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2936168927615783279-4947749697466601910?l=broono-intervista-broono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/4947749697466601910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/4947749697466601910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2008/01/ma-tu-napoli-ci-sei-mai-stato.html' title='Ma tu a Napoli ci sei mai Stato?'/><author><name>Bruno</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2936168927615783279.post-3969931973818984350</id><published>2007-10-08T16:46:00.000-07:00</published><updated>2008-01-09T20:44:07.393-08:00</updated><title type='text'>La vita è un segno o i segni sono chiari come ombre cinesi ma solo se hai una lampada che funziona?</title><content type='html'>&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Broono fa qualche domanda a Broono, così se volevi il suo profilo lo vedi chiaro chiaro chiaro e, se sei ancora in tempo, te la dai a gambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/ma-tu-tu-secondo-te-sei-normale.html"&gt; Ma tu, tu, secondo te sei normale?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/ma-se-un-giorno-ti-si-spegnesse-il.html"&gt; Ma se un giorno ti si spegnesse il cervello, degli altri pezzi che ce ne dobbiamo fare?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/ti-prego-dimmi-cosa-pensi-di-grillo.html"&gt;&lt;br /&gt;Ti prego dimmi cosa pensi di Grillo.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;   &lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/conosci-per-caso-una-certa-ana.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Conosci per caso una certa Ana?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/conosci-per-caso-una-certa-ana.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;a href="http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2008/01/ma-tu-napoli-ci-sei-mai-stato.html"&gt;Ma tu a Napoli ci sei mai Stato?&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/conosci-per-caso-una-certa-ana.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2936168927615783279-3969931973818984350?l=broono-intervista-broono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/3969931973818984350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/3969931973818984350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/la-vita-un-segno-o-i-segni-sono-chiari.html' title='La vita è un segno o i segni sono chiari come ombre cinesi ma solo se hai una lampada che funziona?'/><author><name>Bruno</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2936168927615783279.post-2401896420859759586</id><published>2007-10-08T16:36:00.000-07:00</published><updated>2007-10-08T16:46:12.511-07:00</updated><title type='text'>Conosci per caso una certa Ana?</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: verdana;font-family:Verdana;font-size:85%;color:#333333;"   &gt; Quant’è passato, da quando ne abbiamo parlato con gli amici, una settimana?&lt;br /&gt;Ma non si parlava del disturbo, però, no.&lt;br /&gt;Del disturbo se ne parla seriamente forse tre, quattro volte nella vita.&lt;br /&gt;Se se ne parla di più è perché non la si è mai vissuta.&lt;br /&gt;Chiunque l’abbia vista, direttamente o indirettamente, sa che non può essere raccontata, mai completamente.&lt;br /&gt;Perché mai completamente si crede di averla capita.&lt;br /&gt;Ci si porterà sempre dietro il dubbio di essersene persi qualche pezzo, qualche nodo, qualche traccia, forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la si è vissuta, quando la si è amata, quando la si è subita, se ne rimane per sempre in prossimità, mai dentro e per questo si sente di non essere in grado di raccontarla.&lt;br /&gt;È come il diavolo, per chi ci crede.&lt;br /&gt;Chi ne è impossessato non lo sa, non ne è cosciente, ne è solo strumento e vive la manifestazione del possesso come naturale perché sono le sue braccia a muoversi, le sue gambe, i suoi occhi, la sua mente il cui controllore suggerisce naturalezza e volontarietà.&lt;br /&gt;Chi ne guarda da fuori la possessione ha come unico fine quello di fermarla prima possibile perché le manifestazioni sono dure, sono violente, sono atroci, lo fa per liberare la posseduta o il posseduto ma ha come fine la immediata liberazione dalla manifestazione, da quella parte visibile così brutta, così scomoda da avere vicino, così dolorosa da guardare.&lt;br /&gt;Non è quello.&lt;br /&gt;Ana non è quello.&lt;br /&gt;Ana è rapporto, non è alimentazione.&lt;br /&gt;Non credete alle trasmissioni tv che dicono che è un disturbo dell’alimentazione, non lo è, non è vero.&lt;br /&gt;Il disturbo dell’alimentazione di Ana è come la bava bianca del posseduto, un effetto, non la causa, un modo di manifestarsi agli occhi di chi è intorno, un favore che si fa a chi da fuori vuole sapere cosa succede.&lt;br /&gt;Non te lo dicono.&lt;br /&gt;Non te lo dicono perché non lo sanno, cosa succede dentro.&lt;br /&gt;Non lo sanno perché in quel momento non sono in loro, sono possedute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ana è un nodo di quando avevi sei anni, un incidente di quando ne avevi dieci, uno sguardo di tuo padre, una mano di tuo zio sulla gamba, Ana è paura che ti facciano di nuovo male, che ti lascino di nuovo da sola in una stanza senza porte, che ti scompaia di nuovo la voce, che ti si allaghino di nuovo i polmoni, Ana è la paura di non ricordare le tabelline, è incapacità di memorizzare apprendimenti dai propri errori, è incapacità di crescere perché gli errori diventano ulteriori cause e non correzioni di rotta, sono mattoni uno sull’altro sempre più pesanti, non è alimentazione è paura, vera, viscerale, così profonda da non manifestarsi più esteriormente perché troppo lungo è il percorso neuronale che compie lo stimolo prima di arrivare ai recettori, parte tipo dieci anni prima, è dolore sordo a se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non ne ho sofferto.&lt;br /&gt;L’ho amata, però.&lt;br /&gt;Per anni.&lt;br /&gt;Il senso di sconfitta che amare Ana ti schiaccia dentro è inimmaginabile, irraccontabile.&lt;br /&gt;Si guarda per minuti, per giorni, per mesi, il tuo amore che si spegne lentamente o che si attorciglia su se stessa per il dolore di mille anni fa.&lt;br /&gt;No, con gli amici non si parlava di questo, infatti.&lt;br /&gt;Non si parla di questo con nessuno.&lt;br /&gt;Solo con chi lo vive, se vuole, altrimenti si lascia perdere, gli altri non possono capire, nemmeno gli psicologi possono capire, loro quando hanno davanti Ana hanno davanti la sua parte docile, quando attacca non avvisa, non puoi prendere appuntamento, non ti scrive un rapporto da pubblicare, ti si sdraia davanti quando meno te lo aspetti, sul pavimento, e comincia a tremare con la gola strozzata dalla paura e tu puoi solo guardare e chiederti a cosa serva amare, a cosa serva davvero, ti chiedi, se non salva.&lt;br /&gt;Anzi, peggiora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la cosa più dura.&lt;br /&gt;Amare Ana peggiora.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2936168927615783279-2401896420859759586?l=broono-intervista-broono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/2401896420859759586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/2401896420859759586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/conosci-per-caso-una-certa-ana.html' title='Conosci per caso una certa Ana?'/><author><name>Bruno</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2936168927615783279.post-2795733023554933816</id><published>2007-10-08T16:22:00.000-07:00</published><updated>2007-10-08T16:28:40.748-07:00</updated><title type='text'>Ma se un giorno ti si spegnesse il cervello, degli altri pezzi che ce ne dobbiamo fare?</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se ne parla, in questi giorni.&lt;br /&gt;La cronaca porta a parlarne, il cinema porta a parlarne, le notizie portano a parlarne.&lt;br /&gt;Però si tende a spersonalizzarlo, se mi è concesso il termine.&lt;br /&gt;Per paura, per scaramanzia.&lt;br /&gt;Il più delle volte solo perché si pensa che non sia bello parlarne su se stessi, perché spunterebbe subito chi dice&lt;br /&gt;“Eh… porta sfiga!”&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;“Ma no, a me non può succedere”.&lt;br /&gt;E invece può succedere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;          &lt;p style="font-family: verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E allora per una volta faccio un uso vero di questo inutile mezzo.&lt;br /&gt;E metto nero su bianco una cosa che magari, chissà, domani potrei non poter dire.&lt;br /&gt;Perché checchè se ne dica, domani potrei non poterlo esprimere.&lt;br /&gt;E so che mi pentirei di non aver approfittato di quest’occasione per farlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p style="font-family: verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di che si parla?&lt;br /&gt;Di eutanasia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nelle prossime righe metto nero su bianco quello che voglio, quello che penso, quello che chi mi ama dovrà fare per me, se mai mi trovassi a non poter dire ciò che desidero.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Oggi dico una cosa che, anche se sembra triste, è una cosa che una sola volta nella vita, in stato di coscienza e lucidità tutti dovrebbero fare.&lt;br /&gt;Oggi dirò cosa fare se. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Staccate la spina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se non ve lo consentiranno inciampate nel filo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se non ve lo consentiranno fate lo sgambetto al medico facendolo cadere sul filo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se vi controlleranno a vista appoggiatevi al letto come per farmi una carezza e premete col gomito il tubo della flebo il tempo necessario, una frazione di secondo, per formare nel flusso del liquido una piccolissima ma definitiva bolla d’aria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E fatelo per me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E fatelo sapendo che è quello che desidero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se in quel momento cortei di persone si metteranno a confondervi le idee inscenando veglie di preghiera per me, fottetevene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se decine di persone si incerotteranno la bocca per convincervi che solo Dio può decidere di togliermi la vita, dite loro di impegnare il loro tempo nei loro affari, nelle loro menate quotidiane, nell’educazione dei loro figli, nell’estinzione del loro mutuo, nel nascondere i loro scheletri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Qualsiasi cosa basta che non si facciano i cazzi miei.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non date loro la possibilità di farmi impersonare l’alibi per i loro errori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non permettete loro di interessarsi a me, perché quella che per loro è una battaglia ideologica dello stesso valore della difesa della pelliccia delle foche, per me significherà sofferenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non date loro la possibilità di firmare col mio nome il loro biglietto per il paradiso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se fior di teologi impegneranno i loro preziosi giorni in dibattiti televisivi il cui unico scopo è infilare il loro credo anche nella mia vita, nonostante io l’abbia spesa per tenerli al di fuori, impediteglielo con tutte le vostre forze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Dite loro che non mi interessa il loro parere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Dite loro che non ho chiesto il loro aiuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Spegnetemi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non lasciate che la mia vita diventi merce di scambio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non condannatemi a guardare il soffitto di una stanza per il resto della mia vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se per caso il dilemma riguardasse il fatto che l’eventuale malattia mi avrà tolto l’uso dei muscoli ma non quello della coscienza, se per caso il mio essere malato non riguarderà la lucidità mentale, allora sappiate che per me la sofferenza sarà doppia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se loro diranno che ancora sorrido, se diranno che non muovo più un muscolo ma il cervello ancora funziona, ancora di più combattete per spegnermi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Perché per me la condanna sarà ancora più dura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Perché vorrà dire che avrò la capacità di rendermi conto che  sto vivendo quella che non sarà una vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E io quella vita non la voglio vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E non titubate di fronte ai miei occhi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Se vi troverete a dover interpretare il mio battito di palpebre, se dovrete scegliere se chiudendole avrò detto “Si” oppure “No” oppure “grazie”, sappiate che quelle palpebre staranno dicendo solo “basta”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se le chiuderò un’altra volta vi starò dicendo anche “per favore” oltre che “basta”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E non fatevi scrupoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Sarà proprio il mio essere cosciente, il motivo per il quale dovrete scegliere di spegnermi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non obbligatemi a rendermi conto per uno, dieci, venti anni, che il mio mondo sarà circoscritto nell’area di un lenzuolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non condannatemi a tanto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Quella sarebbe la vera sofferenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se per caso non dovessi nemmeno essere cosciente, allora ancora di più, spegnetemi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Perché amo chi mi starebbe accanto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E alle persone che amo io non vorrei mai regalare anni di sofferenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E non mi interessa avere qualcuno che mi fa fare ginnastica per gambe che comunque non userò mai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E non voglio che la fine della mia vita sia la fine anche della vita delle persone che amo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Vivete.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Spegnetemi e vivete al posto mio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non voglio che il salotto della casa dove sono cresciuto si trasformi in una stanza d’ospedale per il resto della mia vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Metteteci una mia foto, al massimo, e ricordatemi quando correvo, quando pattinavo, quando sorridevo, quando amavo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se per caso qualche pezzo di me dovesse risultare ancora utilizzabile, non esitate a regalarlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E quello che avanza riducetelo in polvere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Perché io non sono un’anima che si porta in giro un corpo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Io sono un corpo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Io sono le mie mani, io sono il mio cuore, io sono i miei occhi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E le mie mani sono cresciute toccando, penetrando, graffiando, non possono vivere altrimenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E il mio cuore è cresciuto emozionandosi, scoppiando, rallentando, sanguinando, non potrebbe vivere altrimenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E i miei occhi hanno visto il mondo, hanno pianto per amore, si sono gonfiati per l’emozione, hanno cercato la bellezza in ogni stronzissimo battito di ciglia, non vogliono altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se io non sarò più in grado di portarli in giro per il mondo, che sia qualcun altro a farlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non togliete anche a loro la possibilità di vivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non togliete al mio cuore la possibilità di amare, non impedite ai miei polmoni di farsi ancora canne, lasciate al mio fegato la possibilità di filtrare ancora un buon rhum cubano, una grappa morbida della Valtellina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se ve lo consentiranno, anche i miei capelli regalate, perché siano ancora una volta accarezzati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;La mia vita serve solo a rendere onore a tutto questo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ha senso solo se potrò avere tutto questo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E a tutti quelli che diranno che solo dio dà la vita e solo dio può toglierla, tu, mamma, fatti guerriero per me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Perché la vita me l’hai data tu, non dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E me l’hai data, non me l’hai prestata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ora è mia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E io voglio farne ciò che ritengo giusto per me, non per la chiesa, non per la coscienza di cento, mille, centomila stronzi che domani, finita l’ennesima battaglia alla moda, a differenza di me potranno andare al mare a nuotare, potranno tenere in braccio il loro figlio, potranno scopare, potranno fare tutto ciò che secondo loro io dovrò solo immaginare da quel giorno in poi immobilizzato in un letto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Nemmeno guardare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Solo pensare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Immaginare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Ricordare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Dio che condanna sarebbe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Guardami quel giorno, se mai dovesse capitare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Pensa a me, a tutto quello che hai letto di me, a tutte le emozioni grazie alle quali ho vissuto, alle mie donne, ai miei amici, al cibo, al buon vino, alle giornate al mare, alla tavola della nonna, ai natali in famiglia, a quando ballavo da piccolo, a quando ho pianto da grande, alle ginocchia sbucciate, ai treni presi, ai regali scartati, ai fiori comprati, alle battaglie combattute, alle paure sconfitte, alla chitarra suonata, ai bei voti presi a scuola, ai vestiti che mi andavano grandi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Guardami quel giorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E ricordati che per me, vivere, vuol dire tutto questo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Vuol dire pelle d’oca, vuol dire sapori, vuol dire profumi, vuol dire emozioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E se ti diranno che l’espressione che vedi sul mio viso è un sorriso, e quindi coscienza, rispondi loro che no.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non è coscienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Quel sorriso, quel giorno, significherà soltanto ”Grazie”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Per quello che è stato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E perché mi darai la possibilità di non soffrire più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Quel sorriso sarà soltanto la certezza che tu, almeno tu, non mi costringerai a soffrire ulteriormente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E per quel sollievo io sorriderò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Perché saprò che almeno su di te potrò contare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E perché saprò che la tua vicinanza significherà che tutto quell’orrenda vita starà finalmente per finire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non mi abbandonare, quel giorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Fai quello per cui mi hai creato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Fammi felice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Dammi un bacio sulla fronte e spegnimi come mi hai acceso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Con amore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Non chiedo altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Questo è un testamento biologico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;Scritto e salvato su un server attraverso password che solo io conosco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: verdana;"&gt;E secondo le nuove leggi che regolano internet, se non sbaglio, ha valore legale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2936168927615783279-2795733023554933816?l=broono-intervista-broono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/2795733023554933816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/2795733023554933816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/ma-se-un-giorno-ti-si-spegnesse-il.html' title='Ma se un giorno ti si spegnesse il cervello, degli altri pezzi che ce ne dobbiamo fare?'/><author><name>Bruno</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2936168927615783279.post-2165485947969550436</id><published>2007-10-08T16:16:00.000-07:00</published><updated>2007-10-08T16:20:36.633-07:00</updated><title type='text'>Ma tu, tu, secondo te sei normale?</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;C’è un confine sottile in ognuno di noi che per ignote ragioni dalla stragrande maggioranza delle persone non viene superato.&lt;br /&gt;È un confine dentro la testa, una sottile linea rossa che ognuno ha, quasi mai ben presente.&lt;br /&gt;Al di qua di quella linea ci sono quelli che si chiamano normali, al di là di quella linea si trovano quelli che non riescono più a fingere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                                &lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Quasi sempre si è portati a pensare che chi ha superato quel confine sia uno strano, un perdente, uno che ha perso perché ha ceduto, ha gettato le armi con le quali ognuno di noi ogni giorno senza saperlo si difende dal rischio di oltrepassare quella linea rossa.&lt;br /&gt;E quando si ha ogni giorno a che fare con una persona che quella linea suo malgrado l’ha oltrepassata, un po’ alla volta, ci si rende conto di quanto siamo tutti lì, pronti a fare il salto di là ogni minuto della giornata, di quanto sia sbagliato pensare che quella linea divida i normali dai malati, i forti dai deboli, i giusti dagli sbagliati.&lt;br /&gt;La vicinanza con chi quel confine l’ha oltrepassato toglie ogni giorno un mattoncino da quel muro di consapevolezza che ognuno di noi ha, il cui unico scopo è quello di non farci guardare al di là, per continuare a lasciarci nell’illusione che la realtà al di la di quel muro sia fatta da uomini diversi da noi.&lt;br /&gt;Ed è fortunato chi non ha a che fare ogni giorno con qualcuno che ha saltato la linea rossa, perché così può continuare a pensare che a lui non potrebbe mai accadere perché quelli la sono malati, lui no.&lt;br /&gt;L’ignoranza a volte è davvero un biglietto per un viaggio felice.&lt;br /&gt;Con i finestrini chiusi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Chi invece per sfiga, per destino, per chissà quale assurda ragione non può fare a meno di tenere la mano ogni giorno a chi si trova al di là di quel muro sa bene che di la c’è gente come noi, normale, con gli stessi identici problemi, gli stessi bisogni le stesse incertezze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Solo molto più grandi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Non diverse.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E anch’io a volte ho paura della solitudine, oggi o in futuro, come lui, solo che non ne ho il terrore e allora riesco a conviverci.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Come anch’io ho bisogno di sapere che valgo qualcosa per qualcuno, come lui, solo che quando non ho nessuno riesco a valere qualcosa almeno per me e allora non ne vengo divorato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ma il problema è lo stesso suo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Solo non così grande.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;La differenza non è nei problemi diversi, ma nella consapevolezza di poterli superare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                        &lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E ogni giorno un po’ alla volta inizi a guardare la gente che litiga al semaforo scommettendo su chi dei due oltrepasserà quella linea, perché entrambi sono li li per farlo e tu lo sai, loro no.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E inizi a guardare uomini che tradiscono le proprie donne e viceversa e un po’ alla volta ti accorgi di quanto terrore della solitudine ci sia dietro a un sacco di gesti che ognuno di noi ogni giorno compie abilmente tenuto all’oscuro dei reali motivi che quei gesti generano da una società che passa il suo tempo a dire a tutti che stiamo bene e abbiamo tutto e siamo giusti e siamo forti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E allora la tua inguaribile ostinazione a cercare sempre qualcosa di buono nelle cose anche questa volta è uscita dal cilindro pronta a darti qualcosa se non da guadagnare, almeno da cui imparare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E allora io certo vorrei che mio fratello stesse bene, e non dico guarisse perché non è malato, il più presto possibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Però nel frattempo in fondo lo ringrazio perché mi sta facendo vedere un sacco di cose della realtà, anche se dura anzi sempre più dura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Perché cazzo si sta facendo veramente dura e quella linea rossa è sempre più vicina anche a me ma in fondo vederla sempre li bella davanti mi sta facendo vivere un po’ meglio anche in mezzo ad una realtà che dura è dire poco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E mi sta facendo capire quanto valga l’affetto nella scala dei bisogni di ognuno di noi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E mi sta facendo capire però anche quanto sia davvero fondamentale imparare a stare bene anche da soli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Sognando certo di avere qualcuno per cui sorridere ogni giorno, ma contenti anche se quel qualcuno siamo noi stessi anche se per esclusione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E mi sta insegnando a non considerarmi esente dagli errori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Perché di errori cazzo ne faccio anch’io e quando sbaglio sbaglio forte ma oggi lo so che c’è una sottile linea rossa oltre la quale non bisogna andare perché tornare indietro è davvero dura e non è detto nemmeno che ce la si faccia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E questo in fondo lo devo a lui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                        &lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Quella linea rossa ha un tremendo nome clinico che però non rappresenta tutto quello che c’è dopo, ma solo il confine superato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Oltre c’è gente normale, come me, come te.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Credimi, anche come te.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E bisognerebbe che qualcuno lo spiegasse cosa c’è dietro alla moda di fottere il prossimo, dietro alle mancanze di rispetto per la propria donna, per il proprio marito, ai tradimenti degli amici, alle violenze sui bambini, ai quotidiani pezzi di coca.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E bisognerebbe che un giorno a testa, un solo giorno per ognuno degli abitanti della terra venisse costretto ognuno di noi a guardare chi c’è al di la di quel confine per fargli vedere quante persone con le quali prende il caffè ogni giorno ci sono.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Così da fargli sapere che se ci sono loro forse ci può essere anche lui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Così da fargli capire che violenza è violenza non c’è differenza se non nell’intensità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;E paura è paura, senza compromessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Vera, dura, pesante, mortale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Non esiste nessuno che non abbia paura di qualche fantasma.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Nessuno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p style="font-family: verdana;font-family:verdana;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E allora ve lo spiego io dov’è la sottile differenza tra noi al di qua e loro al di la.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;La differenza è semplicemente che noi tra le nostre vittime non includiamo noi stessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Anche se il più delle volte, anche questa, è una comoda illusione donataci dall'ignoranza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;tt&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/tt&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2936168927615783279-2165485947969550436?l=broono-intervista-broono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/2165485947969550436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/2165485947969550436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/ma-tu-tu-secondo-te-sei-normale.html' title='Ma tu, tu, secondo te sei normale?'/><author><name>Bruno</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2936168927615783279.post-3440113054030019598</id><published>2007-10-07T08:18:00.000-07:00</published><updated>2007-10-07T08:42:17.030-07:00</updated><title type='text'>Ti prego dimmi cosa pensi di Grillo</title><content type='html'>&lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E' che nelle ultime settimane è tutto un via vai di gente che improvvisamente ha scoperto che qualcosa non funziona ma ce ne fosse uno che ammette di averlo scoperto oggi e quindi di non avere titoli per far le pulci a nessun altro, oppure che spieghi perché fino a ieri non era così incazzato quando le sentenze di cui oggi parla hanno anni, oppure dica la sua sul caso Parmalat invece che citarlo e basta, oppure, oppure qualsiasi cosa che sia diversa dal ripetere a macchinetta titoli sensazionalistici privi di qualsiasi approfondimento personale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E questo via vai è scocciante, perché comunque sempre gente che non sa un cazzo hai davanti, e lo dimostra il fatto che si sono incazzati tutti insieme quando se sapessero di cosa parlano c'era da impugnare bastoni a 10 al giorno per tutti i 10 anni appena passati MA non se n'è visto uno, ma quando in questo momento te li trovi davanti ti dicono che TU dovresti parlare DI perché è uno schifo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Eh, lo è sempre stato.&lt;br /&gt;E se lo è sempre stato è proprio perché fino a ieri l'unico che andava a spulciarsi i bilanci era Grillo, gli altri erano tutti in vacanza.&lt;br /&gt;E chi lo ha sempre saputo, i bastoni li avrebbe impugnati già da tempo ma per andare a prendere casa per casa tutti questi che fino a ieri se ne sono sbattuti i coglioni e che sono esattamente ciò che ha permesso che la cosa proseguisse indisturbata per secoli.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I bastoni di cui parlo io sono una sintesi di tutto questo.&lt;br /&gt;Perché se la situazione è quella che racconta Grillo, se la gravità dello "stato dello Stato" è tale da scegliere come slogan "Aboliamo i partiti", frase tutt'altro che lieve, allora significa che la situazione è da lotta armata, non da colorata manifestazione di piazza.&lt;br /&gt;Se tutti rubano, se tutti mentono, se tutta la stampa è complice, se il popolo è stanco, se se se, in qualsiasi democrazia degna di questo nome si dovrebbe avere il coraggio di pronunciare la frase "lotta armata", non un vaffanculo da prima serata in tivvù.&lt;br /&gt;Un popolo che si rende conto di essere schiacciato, che se ne rende davvero conto tanto da farsi portavoce di un azzeramento così totale come "Aboliamo i partiti" si arma, non scrive vaffanculo sui muri in un paese dove il dibattito attuale gira intorno al dilemma "lo spray sui muri è reato penale o civile?"&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E attenzione, non sto promuovendo la lotta armata.&lt;br /&gt;Sto dicendo che una tale insofferenza, un tale livello di sopportazione superato, se reale, non dovrebbe che generare quello.&lt;br /&gt;Ogni soluzione sotto la lotta armata non coincide, e di conseguenza fa apparire come pura forma demagogica, con il livello di "basta" che sta (dovrebbe) dietro a una piazza raccolta al grido di "aboliamo i partiti".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mi sono permesso di seguire il link alla lettera della Gabanelli, il cui parere completo mi interessava conoscere (e che devo ammettere mi ha stupito), trovandomi spedito sul blog di Grillo che l'ha pubblicata.&lt;br /&gt;Già che ero lì mi son detto "Ma sì dai, han ragione tutti, leggiamoci 'sti commenti così approfondiamo la composizione di questa eterogenea massa di nuovi attivisti senza parlare sempre per pregiudizi".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ecco, devo ammettere che dopo i primi 50 ho cominciato a saltarne un po' leggendoli a caso, quindi in effetti il campione continua a non essere fedele perché probabilmente ho avuto la solita sfortuna di non beccare, poiché appunto saltavo, quelli che contenevano qualcosa che testimoniasse e stimolasse approfondimento, ma dopo questa immersione nel popolo di Grillo mi tocca riaffermare che di vuoto assoluto si tratta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Si passa da quello che pubblica il suo personale programma diviso per punti, tra i quali internet gratis per tutti e votazione delle leggi direttamente in mano al popolo attraverso appositi siti internet dove votare l'approvazione o l'abrogazione delle suddette, a quello che si dice indignato per aver saputo durante il V-Day questa cosa di tale Aldrovandi, da quello che espone la sua teoria secondo la quale TUTTE le aziende nel mondo mantengono i bilanci in perdita perché servono per riciclare denaro sporco a quello che spiega il silenzio del cavaliere con "la paura che dopo il V-Day lo attanaglia".&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tu dici "Perchè se leggi il blog di Grillo quotidianamente, avresti percepito un'implicita incazzatura di un nichilismo totale e rassegnato, con diretta e onesta conseguenza quello di cui parli tu."&lt;br /&gt;Perfetto, quindi stiamo dicendo che la conseguenza da me prospettata non solo non è fuori luogo, ma è addirittura logica e onesta.&lt;br /&gt;Ed è quello che volevo dire dicendo che non la promuovo, semplicemente se ascolto Grillo mi chiedo perché non arrivi fino a quello che dovrebbe essere il punto finale logico e onesto dei suoi discorsi, che è (dovrebbe essere), per logica appunto, la lotta armata.&lt;br /&gt;Mi chiedo perché si fermi un attimo prima, una virgola prima di quella che renderebbe tutto ciò che dice coerente o comunque comprensibile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quello che "lontano da uno schermo di computer, legge, s'informa, raccoglie firme, discute e si organizza per cambiare qualcosa di reale" dell'esistenza delle liste civiche ha sempre saputo, dei problemi dell'italia ha sempre saputo, delle falle del meccanismo ha sempre saputo e se non è intervenuto prima è perché nel suo personale percorso l'intervento o non è oggi o non è quello proposto da Grillo, non perché non sapesse che esistono le liste civiche.&lt;br /&gt;Quelli che lo scoprono oggi e che prendono sul serio uno che si impegna a legittimare con un bollino una roba che io e te volendo stasera possiamo avviare senza il permesso di nessuno, sono persone che fino a ieri, e oggi compreso, non hanno mai saputo come funziona la repubblica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ecco perché è populista tutto questo.&lt;br /&gt;Perché prende una massa di gente che non sa che una lista civica non ha bisogno di nessun bollino, che fino a ieri ha scelto di ignorare tutto ciò che accadeva fuori dal proprio salotto e dice loro che da oggi possono governare, possono decidere, possono espugnare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Va bene, ci sto, lo si faccia.&lt;br /&gt;Ma si espugni, però.&lt;br /&gt;Perché uno può anche puntare a utilizzare la pancia della gente, ma lo si faccia chiamandola pancia, non cervello.&lt;br /&gt;E la massa la si chiami massa scorreggiona, non massa pensante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E la lettera della Gabanelli, se l'ho letta correttamente, fa esattamente questa distinzione.&lt;br /&gt;Perché se per lei fossero mossi dal cervello, non sarebbe preoccupata dall'eventualità che "un giorno a trascinare centinaia di migliaia di persone in piazza potrebbe esserci qualcuno di diverso da un comico".&lt;br /&gt;Dove il motore adunante è il cervello non c'è quel rischio.&lt;br /&gt;Se c'è quel rischio, significa che il motore adunante non è il cervello, è la pancia.&lt;br /&gt;E dove c'è pancia può arrivare chiunque e trascinarti dove vuole.&lt;br /&gt;E io tra essere governato da dieci ladri o da mille ignoranti, sceglierò sempre la prima.&lt;br /&gt;Se non altro posso trattare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Tu non puoi far credere alle persone che lo stato può essere gestito dal basso, dalla gente, dalla massa, solo perché gli attuali gestori eletti non stanno facendo il loro lavoro.&lt;br /&gt;Non puoi far credere questo perché questo non sarebbe democrazia.&lt;br /&gt;E chi ti crede, chi ti segue ANCHE nelle esternazioni cabarettistiche, se non ti ferma per dirti che va bene i contenuti ma la cacciata dal palazzo no, quello non è democrazia, allora significa che è ignorante O che è felice di seguirti nella costruzione di qualcosa che non è democratico.&lt;br /&gt;Perché che "democrazia" significhi potere alla massa, là dove per potere si intende potere decisionale non elettivo ma legislativo, è una roba alla quale può credere giusto chi fino a ieri, appunto, è stato al bar.&lt;br /&gt;Manco negli USA, campioni di elezioni dirette dei rappresentanti, il "popolo" ha potere di intervento diretto sulle decisioni se non, come noi, sotto elezioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Allora non puoi prendere centinaia di migliaia di persone esasperate e muoverle tenendole per la pancia senza prenderti la briga di spiegare loro che "Legge di iniziativa popolare" non significa potere al popolo, non significa aboliamo i partiti, non significa i politici tutti a casa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Non puoi farlo perché mettere nello stesso "spettacolo" quei due concetti sapendo che non molti sapranno distinguerli come inaffiancabili è disonesto, è strumentale e infatti tutti quelli che i meccanismi li conoscono e sanno riconoscere quando una cosa è strumentale ti chiedono di chiarire strumentale per ottenere cosa, ti chiedono di chiarire quale sia il tuo reale obiettivo perché quello che indichi tu come obiettivo, se privato della componente "rivoluzione" che nelle tue parole non compare mai ma che non può che essere la partenza unica possibile di un percorso di cambiamento radicale come quello che proponi tu, in un percorso democratico non è realizzabile se non in un numero di anni che certo non coincide con l'esasperazione che tu stai usando come motore di movimentazione immediata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Qui sta il populismo.&lt;br /&gt;Non ti spiego bene come funziona ma fidati di me e fai ciò che ti dico, vedrai che li mandiamo a casa.&lt;br /&gt;E tutti in coro "Li mandiamo a casa! Li mandiamo a casa! Aboliamo i partiti!"&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Beh un sistema politico risultato di 60 anni di evoluzione (involuzione) non lo scardini con una lista civica, nemmeno se è grande quanto la luna.&lt;br /&gt;Lo scardini con una rivoluzione, armi al popolo, o con una dittatura, armi ai militari.&lt;br /&gt;Altre vie brevi quanto quelle proposte da Grillo quando ha scelto di rivolgersi a gente che vuole una soluzione immediata non ce ne sono e chi te le vende come possibili sta facendo demagogia, non conosce la democrazia, o sta mentendo.&lt;br /&gt;In tutti e tre i casi, se questo crea un seguito di qualche centinaio di migliaia di persone, una buona parte dei quali politicamente ignoranti, non è una cosa positiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: verdana;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2936168927615783279-3440113054030019598?l=broono-intervista-broono.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/3440113054030019598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2936168927615783279/posts/default/3440113054030019598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://broono-intervista-broono.blogspot.com/2007/10/ti-prego-dimmi-cosa-pensi-di-grillo.html' title='Ti prego dimmi cosa pensi di Grillo'/><author><name>Bruno</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
